Libero

ma_quante_storie

  • Donna
  • 47
  • Una tra tante
Cancro

Mi trovi anche qui

Profilo BACHECA 19

Se c'è una cosa che non sono è femminista, e allo stesso modo non sono maschilista. Per me esiste l'individuo, con il suo carico di responsabilità che esulano dall'appartenenza a un macrogruppo.

Mi rendo conto che molti fanno fatica a capire perché hanno bisogno di etichette, ma, personalmente, c'è una cosa che sta sopra ai gruppi che creiamo nel sociale, oltre al singolo, ed è la verità, seppure intesa in un modo elastico, visto che gli assiomi esistono solo in certi ambiti della scienza. Questo significa che esiste un pensiero che può avere o meno una fondatezza, una valenza, a prescindere da chi lo esprime e, allo stesso modo, che c'è un mio sistema di valori e un mio modo di pensare che non può essere ascritto, ad esempio, in una causa, come quella femminista, che abbraccia così tante persone.

Anzi, data la semplicità di tante donne, che non sanno o non vogliono emanciparsi da un ragionamento popolano o quantomeno culturale che le rende, ad esempio, totalmente avulse dal vaglio critico, se a parlare è l'uomo dalle cui labbra pendono, peraltro uomini di una così scarsa levatura, come dimostra già il fatto che abbisognino di accolite, che le porta a fare guerre a base di luoghi comuni quando sentono il bisogno di trovare un capro espiatorio e ad attaccare chicchessia quando sentono il bisogno di darsi un tono nel solo modo possibile, non vedo come si possano difendere le donne in toto. Ma, ripeto, mi rendo conto che un certo modo di pensare non sia pane quotidiano e i più, a prescindere dal genere, si limitano ad applicare la loro forma mentis al mondo intero.

Che dire, non ho mai amato le convinzioni, ancor meno le bugie, ma capisco che sia più semplice prendersela con persone a caso, ma davvero a caso con tutto quello che questa modalità può comportare, che ammettere di essere l'ennesima marionetta nelle mani dell'ennesimo ometto che, se sa prendere in giro ogni giorno la donna con cui condivide il tetto, non c'è bisogno di dire quanto possa dilettarsi con chiunque decida di mettersi i prosciutti sugli occhi.

Ti piace?

Le cose che esulano dai doveri devono accompagnarsi alla sensazione di avere dato spessore al tempo dedicato loro.
Qui, in particolare in chat, tra ignoranza smaccata, nei modi quanto negli argomenti, e ignoranza travestita da cultura e sbandierata come fumo negli occhi o imposta con toni aggressivi da imbanditori che si propongono a un prezzo molto più alto del loro reale valore, che poi sono né più né meno i sedicenti maschi alfa che presenziano la chat cercando l'attenzione che fuori probabilmente non riescono a ottenere, la parte del piacere il più delle volte latita. Sulle donne glisso, perché la mancanza di pensiero critico le mette nella condizione di confidare nei chicchessia che usano la chat per incensarsi di intelligenza e fascino di cui, per usare un eufemismo, sono quasi del tutto sprovvisti.
Morale, magari con soddisfazione di quanti sperano di spuntarla portando al loro livello quanti li surclassano, ho deciso di rivedere il mio punto di vista sul piacere del confronto in chat. Mi torna in mente una frase, rivista e corretta in No brain no gain o, come piaceva dire a mio padre quando ci confrontavamo con gente di dubbio valore e scarso spessore, acqua davanti e vento di dietro.

 

 

Ti piace?
3

"... Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per prima volta, il dito del padre, lo racchiude per sempre."

 

 

Ti piace?
3

La chat, anche nei suoi momenti di una pochezza imbarazzante, quelli in cui essere intelligenti è una rottura di scatole, fosse solo perché noti cose che devi tenere per te, può fornire più di uno spunto di riflessione.

Ad esempio, sulla misura delle persone che, gonfiando pensieri e parole, sembravano avere uno spessore maggiore di quello che poi, con il tempo e le situazioni, hanno dimostrato. C'è una tale pochezza e ignoranza nel parlare di invidia, senza prima essersi chiesti se davvero si hanno argomenti tali da suscitare invidia, e quello che sembra essere l'argomento, no, non suscita invidia, è una partita talmente facile e noiosa che non vale nemmeno la pena mettersi in gioco. E, soprattutto, ci sarebbe anche da chiedersi se le persone additate come invidiose davvero proverebbero invidia per quelle ragioni da donnine.
Va da sé che queste stesse persone, che ragionano per gli altri come fanno per loro stesse, di fronte a un simile discorso parleranno ancora di invidia, la loro scarsa profondità non permette loro di vedere altro o magari è solo la paura di farsi due domande più impegnative e determinanti. E io mi arrendo dal cercare di spiegare dato che, come diceva Friedrich Nietzsche, le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità. Di fatto, ce ne vuole di cervello per mettersi in dubbio e parlarsi in modo onesto.

Come dico anche troppo spesso, ciò che salva certe persone è la loro totale incapacità di vedersi per come le vedono gli altri, e direi che c'è davvero poco da invidiare loro.

Ti piace?
3
ma_quante_storie più di un mese fa

Mi chiedo quale miseria, umana e intellettiva, sia alla base del comportamento di certi soggetti che, come bambini mossi dall'ignoranza, vengono qui a snocciolare insulti a caso, puntando alla banalità e a qualche stralcio di conversazione o pettegolezzo.

Mi chiedo come non si vedano per le mammolette che sono, quando creano l'ennesimo profilo anonimo, anonimo come devono essere loro nella loro quotidianità per trovare divertenti certe cose e sfogarsi inveendo a caso, in cerca di attenzione, fieri di aver messo, nella loro mente, alla loro stregua persone di cui sanno solo quello che vogliono vedere.

Prima o poi qualcuno vi renderà socialmente utili, prendendosi la briga di incontrarvi in un'aula di Tribunale e convertendo la vostra ignoranza e la vostra viltà, chissà, magari in un bel viaggio in una località di mare, pagato da voi.

Ti piace?
16
ma_quante_storie più di un mese fa

Come nella natura stessa di una persona che abbia raggiunto un equilibrio tra natura e cultura.

 

 

Tratto da Namiko e i giardini di Kyoto. Passioni personali.

Ti piace?
19
ma_quante_storie più di un mese fa

Dal libro che sto leggendo, Quel che affidiamo al vento.

 

 

Ti piace?
8
ma_quante_storie più di un mese fa

A me il Natale piace, e faccio sempre fatica a capire chi se ne duole puntualmente ogni anno, seguendo quella specie di moda in cui lamentarsi sembra avere più appeal del dirsi coinvolti e contenti.

Deve essere l'ennesima declinazione della tendenza umana a semplificare le cose riducendole alla pochezza e alla faciloneria, che richiedono sempre meno impegno e c'è minor rischio di sbagliare.

Che dire, alla luce di quanto detto quello che spero è che riusciate a nutrire il vostro pensiero critico di consapevolezza e riflessioni personali, che la felicità è alimentata anche dal saper pensare con la propria testa.

 

 

Ti piace?
14
ma_quante_storie più di un mese fa

"Non andartene docile in quella buona notte,

i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;

infuria, infuria, contro il morire della luce.
 

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta

perché dalle loro parole non diramarono fulmini

non se ne vanno docili in quella buona notte...
 

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi

che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,

s'infuriano, s'infuriano contro il morire della luce.
 

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,

benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.

Non andartene docile in quella buona notte.

Infuriati, infuriati contro il morire della luce."

 

Mi è tornata in mente, merito di Interstellar il fatto di conoscerla, pensando a quanti si mortificano pensando, per quella educazione all'umiltà e alla verecondia, che sia disdicevole persino ambire alla felicità. E invece dovrebbero amare loro stessi e gloriare la loro ricerca della felicità. E non c'è niente di egoistico o deplorevole visto che, in fondo, solo chi fa felice se stesso, può davvero fare felici gli altri.

 

Ti piace?
10
, , , , , , , , , , , , ,