La prima cosa bella di martedì 22 febbraio 2022 (2-2-22) è far parte di una generazione che nel suo tempo e nel suo spazio non abbia mai partecipato a una guerra. E’ un destino. O, in minima parte, anche un merito? Sentendo i leader del mondo annunciare la possibilità della “più grande guerra in Europa dal 1945” è logico pensare che immaginino un’estensione del conflitto russo-ucraino al continente. Fa scattare un riflesso. Noi abbiamo avuto la guerra alle porte, nella ex Jugoslavia, ma non ci è mai entrata in casa, o non le abbiamo mai aperto. Chi è nato tra il 1946 e, diciamo, il 1966 si è creato un’aspettativa di vita senza l’eventualità di un conflitto, vecchia o nuova maniera (anche se la nuova, dopo la prima ondata, ricade nella vecchia). Un privilegio, rispetto alle generazioni precedenti (nei secoli dei secoli) e forse anche a quelle future (che di secoli a disposizione ne avranno probabilmente meno). Che cosa abbiamo fatto per meritarcelo? Poco, certo: si è rimasti di lato, vagamente ininfluenti, ci si è trastullati in succedanei, in risiko a teatro e, direbbe Orson Welles, manco si è inventato l’orologio a cucù. Eppure un minimo di decenza bisognerà riconoscerlo alla vita che non ha offeso e perfino alla vituperata specie dell’”uomo guerriero che in tempo di pace si accanisce contro sè stesso”.
(Leggo)
Matteo 16,13-19
<<Voi chi dite...?>>
Che idea abbiamo di lui? Quale esperienza ci siamo concessi per conoscerlo veramente? E' Lui il mio Salvatore dal non senso, dal peccato? O...?
(Prego)
Il giorno risplende di luce
la terra è ripiena di gloria
torniamo a pregarti con fede
o Cristo Signore del mondo.
(Agisco)
Oggi cercherò di mettermi nei panni di pietro e di rispondere in prima persona a quella domanda.


I recenti conflitti fra Russia e Ucraina sono la prova di quanto atavica e belligerante sia sempre stata la politica sovietica dall’800 ad oggi?