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VioletGemel più di un mese fa

 

Molti si illudono di conoscere le persone, basandosi sulle apparenze.

Pensano così, di poterle etichettare e persino giudicare.

Ma si sbagliano, perché nulla è come appare.

Per conoscere le persone bisogna trascorrere con loro molto tempo.

Ridere con loro, commuoversi, piangere, persino litigare.

Avere pazienza, ascoltare, leggere nei loro occhi. Ascoltare la loro anima...

( Agostino Degas )

 

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Ricordati sempre che negli occhi giusti sarai sempre arte 🦋

Dovresti valorizzarti per chi sa vederti veramente, accettando le tue imperfezioni e la tua unicità.

L’amore e l'ammirazione sincera di un'altra persona sono quelli che contano davvero. ❤️

Non lasciarti sminuire.

Il tuo valore non dipende dagli sguardi negativi, dalle parole sminuenti o dalle insicurezze che gli altri possono instillarti.

Chi ti ama ti vede per chi sei e chi è "affine" a te, vedrà la tua luce e apprezzerà la tua essenza, anche i tuoi difetti, facendoti sentire bene e amato.

Accetta te stesso. Quando sei bene con te stesso la tua vera essenza brilla e viene percepita dagli altri.

La bellezza è soggettiva, la bellezza risiede nell'occhio di chi guarda.

La percezione della bellezza è SOGGETTIVA e non oggettiva.

 

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Ci sono gesti così delicati, così silenziosi, che spezzano il fiato. Non perché siano eclatanti o spettacolari, ma perché arrivano esattamente quando non ce la fai più. Quando tutto dentro grida, ma fuori resti in silenzio.

 

È lo sconosciuto che rimane lì, accanto a te, sul marciapiede, mentre ti tremano le mani e il mondo ti crolla addosso. È l’amico che scrive “sono qui”, senza aspettarsi niente in cambio. È il collega che sussurra: “Fermati un attimo, adesso ci penso io.” Gesti minuscoli, forse persino invisibili. Ma dentro di te diventano immensi.

 

Perché non servono a ripararti. Servono a dirti: “C’è spazio anche per te. Con tutto il tuo dolore, la tua stanchezza, le tue lacrime non versate.” Ed è lì, in quello spazio gentile e accogliente, che qualcosa si scioglie. Non perché qualcuno ti spinga a farlo, ma perché per la prima volta, dopo tanto tempo, non ti senti più in pericolo. Non stai più stringendo i denti. Non devi più essere forte.

 

E allora l’armatura, quella che ti sei cucito addosso giorno dopo giorno, inizia a scivolare via. Non perché qualcuno te la strappi, ma perché smetti di temere il giudizio. E resti. Così come sei.

 

È questa la forza di certe gentilezze: non tolgono il peso, ma lo dividono. Ti fanno sentire che non sei solo a portarlo. Ed è proprio lì, in quell’abbraccio silenzioso, che arriva il sollievo. Come un respiro profondo dopo aver trattenuto l’aria per troppo tempo.

 

Sì, ci sono gesti che ci fanno piangere. Ma forse non è solo la loro dolcezza a colpirci.

 

Forse è quanto, profondamente, ne avevamo bisogno.

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E chissà come suoniamo

nella vita delle persone,

se siamo rumore oppure

melodia.

 

Diletta Giaquinto

 

 

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Qualcuno mi ha chiesto:
Perché smetti di parlare con certe persone senza dare spiegazioni?
Perché ognuno sa quello che ha fatto.
Non devo sedermi a dare lezioni a un adulto.
Hai agito come hai agito, e io semplicemente mi sono tolto dal tuo cammino con rispetto.

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