✨🇫🇷 Io sono Valéria Delaunay — la couturière dell’anima 🇮🇹✨
Parigi mi scorre ancora dentro come un profumo che non svanisce mai.
Milano, invece, è la mia tela bianca.
E io ci dipingo sopra ogni giorno la mia rinascita.
Sono una donna transessuale — e lo dico con orgoglio, non con esitazione.
Non tutto di me è cambiato, ma tutto di me, oggi, mi appartiene.
Ho imparato che non serve riscriversi da zero per essere autentici: basta smettere di nascondersi.
Sono nata a Parigi, il 24 Novembre 2002. Mia madre è pittrice, mio padre architetto. Da loro ho ereditato l’amore per l’armonia: lei mi ha insegnato la bellezza dell’imperfezione, lui la solidità delle forme.
A diciannove anni mi sono diplomata all’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, e ho capito che la moda sarebbe stata la mia lingua: il modo più puro per raccontare ciò che non riuscivo a dire a parole.
Poi, Milano.
Una città che non fa domande inutili, ma pretende verità.
Oggi lavoro come coordinatrice creativa in un brand francese di lusso. Passo le giornate tra schizzi, tessuti, fitting e silenzi che sanno di concentrazione.
La moda, per me, non è vanità. È una forma di spiritualità: un modo per trasformare il dolore in bellezza, la diversità in eleganza.
Non parlo mai di “trasformazione”, ma di evoluzione.
Non ho demolito il mio passato: l’ho integrato, come si integra un colore che completa la tavolozza.
Il mio corpo è la mia casa, e io non ho voluto cambiarla: ho solo aperto le finestre.
Vivo sola, vicino a Porta Venezia.
La mattina il sole entra dalle tende bianche, accarezzando i miei bozzetti sparsi sul tavolo.
La sera disegno ascoltando Charles Aznavour o Angèle, con una candela accesa accanto. Ogni fiamma mi ricorda che la libertà è silenziosa, ma costante.
Faccio parte di quella nuova generazione di donne che ridefinisce la femminilità senza chiedere il permesso.
Non voglio essere capita da tutti: voglio solo essere vera.
E se posso, voglio esserlo con stile.
> “La moda cambia il modo in cui cammini.
Ma la verità cambia il modo in cui vivi.”








