11/03/2026
Ho scelto per caso “Un amore” di Dino Buzzati tra gli audiolibri
in un periodo dove la sera avevo gli occhi troppo stanchi per
leggere.
Letto da Gioele Dix.
L’ho ascoltato compulsivamente in pochi giorni: 35 capitoli, uno
dopo l’altro, voracemente.
Un uomo sui cinquant’anni che si imbatte nell’amore per la prima
volta. Che si innamora di una giovane donna che non lo ama, una
prostituta peraltro, da cui accetta ogni bugia.
Le sue scuse sono evidentemente sciocche, banali, ma quello
che prova lo porta a giustificarla, anche quando
l’evidenza dei fatti è schiacciante.
La ama, la pensa quando lei non c’è, non vede
altro. Nessun'altra donna è attraente come lei, perché
nessun'altra donna è lei. Si tormenta: ne è soggiogato.
Dipendente.
E intanto Laide, così si chiama, gioca. Gioca spietata, e vede
altri uomini, giustificandosi sempre, anche quando non esiste una
plausibile, attendibile, anche paradossale verità e scusa.
Forse è questo l’amore: essere nella condizione dove quello che
senti e proietti nell’altro supera l’altro stesso. L’altro che
non ti ama come lo ami tu, che non ti ama e basta. Ma quello che
provi è talmente intenso e coinvolgente che non vedi, che non
consideri, non accetti, la realtà dura e cruda dei fatti.
L’amore condiviso esiste? Se esiste, c’è sempre chi ama di più e
chi è amato.
La cosa bella di questo romanzo per me, quello che credo sia
il senso di questo scritto, è che l’amore sia una cosa
“fantastica”, un brivido vissuto appieno con se stessi, con le
proprie emozioni e i tormenti. Qualcosa da sperimentare per poter
dire a se stessi di esser stati capaci di VOLARE. Almeno una
volta nella vita: volare!