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15 AGOSTO ASSUNZIONE DI MARIA V ERGINE AL CIELO

UN SEGNO GRANDIOSO

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle.

Oggi la Vergine, Maria, madre di Cristo, suo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella gloria del cielo.

In lei, primizia ed immagine della Chiesa, il Signore ha rivelato il compimento del mistero della salvezza ed ha fatto risplendere per il suo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza.

Lui non ha voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita.

E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia la sua lode.

L'Assunzione è la verità e il mistero della Madre di Dio elevata nella gloria in corpo e anima vicino a suo Figlio.

La tomba vuota di Maria, immagine della tomba vuota di Gesù, significa e preannuncia la vittoria della vita sulla morte. Primizia nel dolore, primizia nel destino della gloria, Maria ci attende per vivere e cantare con lei la nostra riconoscenza alla grazia di Dio.

L'eterno Magnificat.         

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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C (Lc 1,11-13) 27 LUGLIO 2025

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,1-13)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

 

 

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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C (Lc 1,11-13) 27 LUGLIO 2025

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,1-13)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

 

 

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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C (Lc 1,11-13) 27 LUGLIO 2025

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,1-13)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

 

 

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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C (Lc 1,11-13) 27 LUGLIO 2025

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,1-13)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

 

 

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O Padre, il tuo Figlio è asceso alla tua destra sotto gli occhi degli apostoli:
donaci, secondo la sua promessa.

 

 

 

 

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Domenica delle Palme: gioia, speranza e riflessione nel cuore della Settimana Santa

La Domenica delle Palme è un momento di grande importanza per i fedeli di tutto il mondo Cristiano. È un giorno che porta con sé una serie di riflessioni profonde, ricche di significato spirituale e di tradizioni millenarie che si tramandano di generazione in generazione.

Innanzitutto, soffermiamoci sul simbolo delle palme. Questi rami, che nella Bibbia sono stati stesi come un tappeto d’onore sotto i passi di Gesù entrando a Gerusalemme, hanno un significato molto più profondo di quello che possiamo immaginare. Le palme, sin dai tempi antichi, sono state associate alla vittoria e alla gloria. Esse erano il simbolo degli antichi Romani per il trionfo, ma anche nella cultura ebraica rappresentavano la vittoria e la pace.

Quando la folla di Gerusalemme stese i rami di palma davanti a Gesù, lo fecero come un gesto di acclamazione per il loro re, il Messia tanto atteso. Questo gesto non solo sottolineò la natura regale di Gesù, ma annunciò anche l’inizio di una nuova era, quella del Regno di Dio sulla terra. È un momento di gioia e di speranza per i cristiani di tutto il mondo, un momento in cui ci uniamo nella lode e nella gratitudine per il dono della salvezza offerto da Gesù Cristo.

Ma la Domenica delle Palme non è solo gioia e festa. Essa segna anche l’inizio della Settimana Santa, il periodo più sacro dell’anno liturgico. È un momento di intensa preghiera e riflessione, in cui riviviamo gli ultimi giorni di Gesù sulla terra, dalla sua entrata trionfale a Gerusalemme fino alla sua crocifissione e risurrezione.

Durante questa settimana, ci immergiamo nei misteri della passione e della morte di Gesù, riflettendo sul suo sacrificio d’amore per l’umanità. È un periodo di penitenza e di conversione, in cui siamo chiamati a seguire l’esempio di umiltà e di servizio di Gesù, offrendo le nostre vite come un dono d’amore a Dio e al prossimo.

Eppure, nonostante la tristezza e il dolore che accompagnano la Settimana Santa, c’è anche la speranza della risurrezione. La Domenica delle Palme ci ricorda che la morte non è la fine, ma il principio di una nuova vita in Cristo. È un invito a guardare oltre le sofferenze e le difficoltà di questo mondo, fissando lo sguardo sulla gioia eterna del Regno dei Cieli.

Perciò, mentre celebriamo la Domenica delle Palme quest’anno, riflettiamo sul significato profondo di questa festa e cerchiamo di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù, portando la luce della sua verità e del suo amore nel mondo. Che questa festività ci ricordi sempre la nostra chiamata a essere testimoni della sua grazia e della sua misericordia, portando speranza e consolazione a coloro che sono nel bisogno.

Verso la Pasqua. Un pensiero dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12,20-33)
Alcuni Greci chiedono agli apostoli “vogliamo vedere Gesù” è la richiesta che ognuno di noi vuol fare, Gesù rispose con queste parole” In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Sia i greci come gli apostoli e come tutti noi, ci aspettiamo una vita agiata e tranquilla mentre Gesù ci insegna che la vera gloria nasce dopo la sofferenza e la Croce “nella Resurrezione” Prendiamo con Gesù le nostre croci e saremo con Gesù nella resurrezione.

 

 

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