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solitudinesparsa più di un mese fa

Un membro del comitato Noi Denunceremo, familiare di una delle vittime bergamasche del Covid, non ha potuto incontrare Sergio Mattarella ieri sera. Per questo ha voluto scrivergli una lettera.

 

 

LA LETTERA

Vittime del Covid, un familiare scrive a Mattarella: «Vorrei solo capire cosa sia successo»

«Prima che scoppiasse la pandemia stavo leggendo un libro di Hannah Arendt. Si intitola “La banalità del male”. Sono certo che lei lo conosce molto bene»

Vittime del Covid, un familiare scrive a Mattarella: «Vorrei solo capire cosa sia successo»

 

Gentile Presidente,

Sin dalle origini, l’uomo è stato prigioniero della ricerca del senso. Il senso della vita, ma anche quello della morte. I lombardi, ma in modo particolare noi bergamaschi e bresciani, la morte l’hanno sentita sulla pelle. Dal suono costante delle sirene delle ambulanze, al quotidiano rintocco funebre delle campane delle nostre chiese. L’abbiamo anche guardata dritta negli occhi, la morte. L’abbiamo vista mentre si portava via i nostri cari senza che potessimo stargli vicino negli ultimi istanti della loro vita. Cari a cui non abbiamo potuto dare un’ultima carezza, o stringere la mano per ancora pochi ma interminabili istanti.

Solo a Bergamo più di seimila famiglie non riescono ancora a dare un senso a quello che è successo. Non passa giorno senza che ognuno di loro si chieda come questa strage possa essere potuta accadere. E, come a Bergamo, anche a Brescia.

Prima che scoppiasse la pandemia stavo leggendo un libro di Hannah Arendt. Si intitola “La banalità del male”. Sono certo che lei lo conosce molto bene. E posso soltanto immaginare quante volte lo abbia riletto durante l’arco della sua intera vita.

Sa, io non credo nel caso. Mi piace pensare che la vita porti in sé qualcosa di magico, in cui tutto quello che succede oggi faccia parte di un piano già scritto che potremo capire solo domani. Con un po’ di sforzo, certo. Lo sforzo di connettere i punti andando a ritroso. Quello che è successo a Bergamo e Brescia non può certo paragonarsi all’immane tragedia narrata dalla Arendt nel suo libro. Tuttavia, se studiare la storia ha un senso allora dobbiamo imparare le lezioni che prova a insegnarci.

Credo che il processo di Gerusalemme raccontato in prosa ne “La banalità del male” voglia metterci in guardia da tutti quegli Eichmann che in diversi tempi e in diverse culture vogliano sottrarsi all’assunzione della propria responsabilità e a quella delle relative conseguenze. Mi permetterei, inoltre, di suggerire il testo come caso giurisprudenziale da tenere in considerazione quando le varie procure impegnate a sviscerare le centinaia di denunce arrivate sulle loro scrivanie dovranno stabilire le responsabilità individuali del massacro a cui abbiamo dovuto assistere imperterriti.

Come quelli che “per legge la zona rossa spettava al Governo” o che davano l’ordine di tumulare i cadaveri senza fare le autopsie, anche Eichmann sosteneva che non gli si poteva imputare alcuna colpa, proprio perché lui era sia un soldato che un cittadino. E in quanto tale era obbligato sia a obbedire agli ordini sia ad agire in piena conformità alla legge.

Come quelli che l’8 marzo scorso emanavano la delibera regionale che suggeriva agli ospedali di liberare posti trasferendo i malati nelle case di riposo senza precise linee guida, che sarebbe stato poi compito delle Ats fornire ai gestori delle Rsa, i quali a loro volta avrebbero dovuto assicurarsi che quelle stesse linee guida fossero implementate… Ecco, proprio come loro, che “no, era responsabilità delle Ats”, “no, le case di riposo avrebbero dovuto attrezzarsi”, anche Eichmann era certo della propria innocenza. Il suo compito era quello di organizzare la logistica dei treni che partivano per Dachau, Birkenau ed Auschwitz. Erano gli altri fisicamente ad uccidere. Quelli che gestivano i campi.

Sa, io vorrei tanto che in questa vicenda non ci fossero colpevoli. Vorrei solo capire cosa è successo. Ma più le inchieste vanno avanti, più emergono nuovi elementi, più mi accorgo che tante autorità pubbliche che hanno gestito l’emergenza avrebbero solo un motivo per evitare un eventuale processo. Quel motivo lo ritroviamo nel profilo che Hannah Arendt traccia di Eichmann nella conclusione del suo libro: non sono stupidi, sono semplicemente senza idee. Quella lontananza dalla realtà e quella mancanza di idee possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi che forse sono innati nell’uomo.

Cordialmente,

un famigliare dei quasi trentacinquemila morti di Coronavirus e dei circa sedicimila morti lombardi.

 
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solitudinesparsa più di un mese fa

 

💓💓💓
Tu ci sei.

Sono convinto che tu ci sei
accanto alle persone che muoiono sole,
sole, con a volte incollato
sul vetro della rianimazione
il disegno di un nipote,
un cuore, un bacetto, un saluto.
Tu ci sei, vicino a ognuno di loro,
tu ci sei, dalla loro parte mentre lottano,
tu ci sei e raccogli l’ultimo respiro,
la resa d’amore a te.
Tu ci sei, muori con loro per portarli lassù
dove con loro sarai in eterno, per sempre.
Tu ci sei,
amico di ogni amico che muore
a Bergamo, in Lombardia, in ogni parte
del nostro tormentato paese.
Tu ci sei e sei tu che li consoli,
che li abbracci, che tieni loro la mano,
che trasformi in fiducia serena la loro paura.
Tu ci sei, perché non abbandoni nessuno,
tu che sei stato abbandonato da tutti.
Tu ci sei, perché la tua paura,
la tua sofferenza, l’ingiustizia della tua morte,
ha pagato per ciascuno di noi.
Tu ci sei e sei il respiro
di quanti in questi giorni
non hanno più respiro.
Tu ci sei, sei lì, per farli respirare
per sempre.
Sembra una speranza,
ma è di più di una speranza:
è la certezza del tuo amore
senza limiti...

 

 

 in onore di tutte le vittime bergamasche venute a mancare  a causa del Covid-19...

 

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solitudinesparsa più di un mese fa

questa sera ci sarà il Presidente Mattarella 

nella nostra città..

al cimitero monumentale il:Requiem  del Donizetti...in memoria dei nostri morti di Pandemia...verrà trasmessa anche in diretta...non commento altro...Buona Domenica

 

 

 

 

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solitudinesparsa più di un mese fa

                                         La donna è…

                                                 una madre, un'amica,

                                             una lavoratrice, una sposa…

                                             Spesso ricopre il ruolo di padre,

                                               di insegnante, di psicologo…

                                     Eppure c'è sempre qualche imbecille

                                     che pensa che il posto di una donna

                                                            sia in cucina…

                              

 

 

 

 

 

 

 

                  Il posto di una donna è ovunque voglia essere!…

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solitudinesparsa più di un mese fa

 

Al Gewiss Stadium un minuto di raccoglimento per ricordare tutte le vittime del Covid-19.
Dedicato a Bergamo ed a tutti i bergamaschi, a chi non c’è più e a chi sta lottando contro questo nemico invisibile.
 

🎵 Rinascerò, Rinascerai...

 

#BergAMO #molamia #GoAtalantaGo ⚫️🔵

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solitudinesparsa più di un mese fa

Questa è  la mia Bergamo

"Città  Alta"             ieri sera

"Noter a MOLÁ Miá "

 

 

 

 

 

 

 

 

E......questa  è  la mia Squadra del ♥️

 

 

 

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