Oggi , 8 marzo, giornata internazionale della donna...Sì, ma poi....
Oggi , 8 marzo, giornata internazionale della donna...Sì, ma poi....
28 gennaio
Forse il domani crollerà
come un vecchio ponte,
mangiato dall’usura, dal tempo,
forse il mondo resterà vuoto,
forte lo spavento,
e occhi serrati, per non vedere,
ma tu rimarrai, lo so, qui con me,
la mia mano stretta nella tua,
e sentirò le tue vene pulsare,
come sempre, come da sempre,
mi trascinerai in una danza
fatta di sogno e luce
che irraggerà la notte,
e sarà chiarore, forte,
in quel buio denso
che mi mangiava l'anima.
22 gennaio 2025
Capolavori d'altri tempi.......
Le sue canzoni....poesie.
"
...Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.....
29 dicembre
Ma davvero non si può
più vivere per la fine di un amore?
Se sorrido
è forse perchè l’incanto
di un cielo terso e limpido,
della candida neve che
immacolata copre la terra
o del piccolo fiore che
tenacemente sopravvive
al gelo,
o del disco giallo
della luna che maestosa
si riflette sull’acqua,
o del sole che scivola
lento dietro alle colline
con i suoi rossi purpurei,
o dei versi di una poesia,
che sanno di miracolo,
sono un così forte richiamo alla vita,
che essa mi avvolgerebbe
nel suo caldo abbraccio
e io vivrei, tenacemente,
eccome se vivrei.
E ho imparato ad accettare che gli affetti tradiscono Che gli amori anche i più grandi poi finiscono Che non c'è niente di sbagliato in un perdono Che se non sbaglio non capisco io chi sono
C'è qualcosa che non so
forse che non sai di me,
ma forse è anche bello non sapere e lasciarsi stupire.....
in fondo va bene così
non conosco il tuo cuore,
ma c'entrerò.......
In questo variegato mondo virtuale riscontro, a volte, strane tipologie di esseri umani, ma prima di farne un elenco più o meno dettagliato ci tengo a dire che la messaggistica della community di Libero è la cosa più “umana” che esista in questa sottospecie di mondo, ci si scambiano idee, impressioni, si fanno domande, si ricevono risposte, c’è sempre una narrazione di sé che aiuta a conoscere l’altro, può esserci sintonia e allora scatta anche il piacere dell’attesa di una risposta e il piacere nel rispondere….Allora , dicevo....ci sono quelli che ti mandano un messaggio, tu controlli il profilo, perchè vuoi sincerarti che il tipo in questione abbia veramente qualcosa da dire, scrivi un messaggio per rispondere e ti scatta la dicitura “Riceve messaggi solo dagli amici,” allora controlli pensando che qualcosa ti sia sfuggito e il signore in questione di amici nemmeno l’ombra….poi ci sono quelli che ti visitano anche una decina di volte, e tu lo rivisiti, magari è uno che nel suo profilo dice che non vuole richieste d’amicizia e in questo concordo ampiamente con lui, ma aggiunge anche che non vuole altro….allora, ci si astiene dall’insistere e lo si molla lì.… Ci sono quelli che sfoderano bicipiti e torsi da urlo, secondo loro, e non sanno che spesso li si ignora proprio per quello. E poi ci sono quelli che postano a dismisura e sono alla spasmodica ricerca di un bel numero di like, preda di un intimo bisogno di riconoscimenti che li compensi di chissà quale carenza (affettiva?) o sono pervasi da mania di rivalsa, di diventare il re delle classifiche, insomma desiderosi di un riconoscimento che, anche se virtuale, gratifichi comunque un ego smisurato che nella vita reale non dico che sia ignorato, ma quasi. Tutte congetture fantasiose e prive di una qualsiasi ragion d’essere? Può anche essere, le verità assolute non esistono. Ma per “addolcire” l’amaro di queste considerazioni, tutte mie ben inteso, posto e mi riascolto con grandissimo piacere un classico che non tramonterà mai.
Porpora stasera,
come cipria sparsa sul cielo,
là in basso,
dietro le colline…..
E la meraviglia si fa emozione,
stordimento quasi,
poesia della realtà
che la sottende, la evidenzia.
Lui se n’è andato,
non risuonerà più
l’eco della sua voce.
E allora?
Né un gesto,
né un richiamo,
e neanche un passo per fermarlo.
Io mi basto.
Gli indiani uccisi, massacrati, perseguitati e trucidati senza pietà, un olocausto senza precedenti, si parla di cento milioni di esseri umani, non hanno mai avuto voce in capitolo, né hanno mai avuto risarcimenti, e oggi sono relegati in “riserve” come se fossero un popolo senza storia, né cultura e vivono problematiche legate alla povertà, alcolismo, malattie senza cure, scarsa scolarizzazione.
Qui un pezzo di saggezza e poesia che sottolinea la grandezza di questi popoli.
"Non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Non dormo lì. Io sono come mille venti che soffiano. Io sono come un diamante nella neve, splendente. Io sono la luce del sole sul grano dorato. Io sono la pioggia gentile attesa in autunno. Quando ti svegli la mattina tranquilla, sono il canto di uno stormo di uccelli. Io sono anche le stelle che brillano, mentre la notte cade sulla tua finestra. Perciò non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Io sono nel tutto condiviso".
Canto Navajo.
De André non narra dei Navajo, ma dell’oscenità di un massacro senza precedenti avvenuto lungo il fiume Sand Creek, ma il senso non cambia.