IL MIO OBIETTIVO PER IL 2026
è realizzare gli obiettivi del 2025
che ho mancato nel 2024
che non sono riuscito nel 2023
e che ho pianificato nel 1998.
IL MIO OBIETTIVO PER IL 2026
è realizzare gli obiettivi del 2025
che ho mancato nel 2024
che non sono riuscito nel 2023
e che ho pianificato nel 1998.
solamente donna,
colma di una femminilità
che la rendeva luminosa.
Certe follie non si curano. Guai a curarle! Servono a vivere, a sognare
stress periodico....:-(((((
Il destino dei sognatori è quello di barcamenarsi, ferendosi i piedi con gli acuminati frammenti dei sogni infranti, eppure come scrisse Poe,
coloro che sognano anche di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano di notte soltanto
ll sogno forse non ha una logica, ma ha una direzione
Io non lo so che cosa volevo.
Però volevo. Fortemente.
Se non sei tu l'amore, l'amore non esiste.
Oltre 30 anni fa Natalia Ginzburg, ebrea atea, scrisse per
L’Unità un articolo sul Crocifisso che merita, oggi, di essere riletto.
Pubblicato su L’Unità del 22 marzo 1988
“Il crocifisso non genera nessuna discriminazione.
È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente.
La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo.
Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?
Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”.
O vogliamo smettere di dire così?
Il crocifisso è simbolo del dolore umano.
La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte.
Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo.
Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.
Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine.
È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti.
Come mai li rappresenta tutti?
Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini.
Gesù Cristo ha portato la croce.
A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura.
A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici