Quando mi dici: “ci sentiamo dopo”, mi accorgo dell'effetto che mi fai.
Perché l'attesa fino a quel “dopo”, è un lungo respiro di silenzio
che provo a colmare con parole scritte di te.
Ci sono rapporti speciali che ti entrano dentro.
Dalla testa fino all'anima e ti permettono di vedere tutto nuovo.
Anche il passato.
Noi siamo come un quadro astratto che ha senso solo se
lo osservi oltre l'apparenza dei colori e dei disegni;
siamo come quel libro che ami leggere e che vorresti non finisse mai;
siamo come quella canzone che ogni tanto ti torna in testa e canticchi per strada.
Amo le tue domande infinite che poni con quella curiosità di
chi non vuole tralasciare nessun dettaglio.
Ho amato di te anche quando quella sera per una frase
te la sei presa con me, senza sapere che tu ti sei preso la mia vita.
Perché spesso le distanze sono solo geografia

É la tua voce che mi tranquillizza.
É il tuo modo di parlare,
il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi
… É che sei tu.
E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede.
Per quanto cerco di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice
Carlos Ruiz Zafon