Profilo BACHECA 173
Cara MP
la tua semplicità esplicativa si manifesta nell'intuizione immediata, in quella comprensione diretta che trascende la necessità di una traduzione logica e concettuale.
Grazie 🩵🩵🩵
Dall’ultimo Salone del Libro di Torino sembra emergere un curioso paradosso: il mondo dell’editoria è popolato da scrittori che sovrastano per numero i lettori. Da dove nasce questa predominanza di idee? Forse è il segnale di un’epoca in cui la produzione supera il consumo, in cui la narrazione diventa necessità, e l’atto di scrivere è più urgente di quello di leggere.
E in questo scenario, non possiamo ignorare il ruolo dell’Intelligenza Artificiale, che ormai si insinua tra le righe dei libri, producendo testi, suggerendo trame e persino modellando stili. Se l’IA sta diventando essa stessa autrice, allora si apre un interrogativo tanto serio quanto ironico: i diritti d’autore dovrebbero essere riconosciuti anche alle macchine? Si potrebbe immaginare un futuro in cui gli algoritmi rivendicano compensi per le loro creazioni, o in cui la SIAE si trova a gestire la tutela di software creativi.
Ma al di là delle speculazioni, resta il fascino di un mondo in cui le storie continuano a nascere, che siano generate da uomini o da intelligenze artificiali. E chissà, magari l’IA, con il suo rigore e la sua capacità di sintetizzare mondi, finirà per creare il romanzo perfetto. Nel frattempo, resta il piacere di scherzarci sopra… mentre aspettiamo che il primo bot si iscriva ufficialmente all’albo degli scrittori!
I pezzi mancanti non negano la completezza, ma la ridefiniscono. Ciò che manca può essere il segreto della vera armonia.
🅞🅖🅝🅘 🅒🅤🅞🅡🅔 🅑🅐🅣🅣🅔 🅐🅓 🅤🅝 🅡🅘🅣🅜🅞 🅒🅗🅔, 🅟🅔🅡 🅤🅝 🅐🅛🅣🅡🅞 🅟🅞🅣🅡🅔🅑🅑🅔 🅢🅔🅜🅑🅡🅐🅡🅔 🅓🅘🅥🅔🅡🅢🅞
Solo chi sfida il tempo non ha paura dell'attesa "in possibilità"
a Silvio
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l pensiero è una forza inarrestabile, un viaggio senza fine alla ricerca di risposte e visioni dell’esistenza. Ma ha davvero dei limiti? Oppure è capace di superare ogni barriera, trovando tutte le risposte alle sue domande?
La sua natura è complessa: può essere circolare, ripetitivo, intrappolato in schemi che si autoalimentano, oppure binario, strutturato in opposizioni nette. Si propaga attraverso la forza della convinzione o la consistenza della logica e della riflessione. Ma cosa accade quando il pensiero non trova risposte? È perché certe verità non esistono, o perché la conoscenza è ancora insufficiente? Oppure è il pensiero stesso a possedere limiti intrinseci?
La sua debolezza potrebbe derivare dalla mancanza di consistenza, dall’incapacità di accettare nuove prospettive che sfidano i propri schemi consolidati. Nel pensiero circolare, l’innovazione rischia di essere soffocata: il pensiero si adatta a un ciclo continuo, evitando il cambiamento e la rottura degli schemi.
Come si può spezzare questa ripetizione? Leonardo da Vinci sosteneva che non bisogna lasciarsi influenzare dalle autorità, né accettare passivamente le tesi altrui per il solo principio dell’ipse dixit. Il vero pensiero nasce dall’indipendenza, dalla volontà di esplorare anche ciò che potrebbe essere errato. L’influenza cognitiva del pensiero circolare impedisce lo sviluppo di un pensiero autentico e personale. Solo cercando risposte individuali si aprono spiragli verso ciò che non è ancora stato esplorato.
In questo senso, il pensiero diventa un atto di resistenza, una ribellione contro la ripetizione e la stagnazione. Rompere gli schemi significa sfidare il conosciuto, abbracciare l’incertezza e accettare che il pensiero non è un percorso lineare, ma un continuo processo di evoluzione.




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