Profilo BACHECA 5223
Non c’era nessuno,
eri fottutamente solo.
Remavi nel buio
di un mare nero.
Pensavi di avere aiuto.
Spingevi forte, tu.
Spingevi oltre, tu.
Ti sei voltato
solo un momento.
E hai visto l’inizio.
Sei solo, scemo.
Inguaribilmente solo.
E sei all’inizio.
L’amore è fatto di carne. L’uomo desidera la donna e la risveglia: lei si sente voluta, amata. Quando un uomo tocca una donna ci tocca l’anima. Non tutti gli uomini arrivano a sentire l’anima sotto le dita, alcuni vastasi si fermano alla scorza. Una carezza sulla pelle di una donna è capace di allisciarci l’anima, uno schiaffo di frantumarla... E poi dall’ombelico parte quel filo a cui è legata la vita, quella corda non si rompe mai... e un uomo ci si aggrappa sempre.
Io, dentro quella tua testa, metterei le mani ovunque e, credimi, farei un gran casino,
tanto da cambiarti l'emisfero sinistro con quello destro.
Ti può bastare per la vita intera,
un attimo, un incontro.
rinunciarvi è folle,
sempre e comunque.
🫦
Mi chiamo Simona, ho 38 anni, ogni notte vado a dormire accanto a un uomo che tutti definiscono "il marito perfetto", ma che non mi sfiora da quattordici mesi, trasformando il nostro letto matrimoniale in un deserto di due metri per due dove io muoio di freddo anche ad agosto.
Non mi picchia. Non beve. Non gioca d'azzardo.
Porta i bambini a scuola, fa la spesa, mi chiede com'è andata al lavoro.
Le mie amiche mi dicono: "Beata te, Simo. Avercene di uomini così. Il mio non alza un dito."
Io sorrido. Annuisco.
Non ho il coraggio di dire loro che preferirei un uomo imperfetto che mi desidera, piuttosto che un santo che mi tratta come una sorella, o peggio, come un pezzo di arredamento.
Il momento peggiore non è la notte. È la mattina.
In cucina, mentre prepariamo il caffè, ci sfioriamo per sbaglio.
Magari il suo braccio tocca il mio mentre prende lo zucchero.
In quel millisecondo, il mio corpo reagisce come se avesse preso la scossa.
Ogni cellula della mia pelle urla: "TOCCAMI ANCORA".
Lui?
Lui si sposta.
"Scusa," dice. Con gentilezza.
Si scusa per avermi toccato.
Come se il contatto fisico con sua moglie fosse un incidente da evitare, un errore di calcolo.
Mi dà un bacio sulla fronte. Un bacio asciutto, rapido.
Il bacio che si dà a una vecchia zia malata.
"Buona giornata," mi dice.
E esce.
Lasciandomi lì con la mia fame di pelle che mi divora lo stomaco più della fame di cibo.
Sei mesi fa ho provato a rompere il muro.
Ho comprato un completo intimo nuovo. Niente di volgare. Solo... bello.
Mi sono fatta trovare a letto, sveglia, profumata.
Lui è entrato. Si è tolto l'orologio.
Mi ha guardata.
Non ho visto desiderio nei suoi occhi. Ho visto imbarazzo.
E poi, la frase che ogni donna teme più della morte:
«Simo, dai... sono stanco stasera. Domani sveglia presto.»
Si è girato dall'altra parte. Ha spento la luce.
In quel buio, mentre sentivo il suo respiro diventare regolare, io mi sono sentita la creatura più brutta, più sbagliata, più ripugnante della terra.
Ho pianto in silenzio, mordendo il cuscino per non svegliarlo.
Mi sono chiesta: "Cosa ho che non va? Sono ingrassata? Sono invecchiata? Puzzo?"
La verità è peggiore: semplicemente, per lui, io non sono più una donna.
Sono la madre dei suoi figli. La socia della sua azienda familiare.
Ma la donna è mor*a.
Non ha un'amante. Lo so per certo.
Sarebbe quasi più facile se l'avesse. Potrei urlare, potrei fare la vittima.
Invece no.
Lui è lì. Fedele. Presente.
Ma è come vivere con un manichino.
Mi sento una "vedova bianca". Ho un marito vivo che però ha seppellito la nostra intimità.
Ogni tanto mi guardo allo specchio e mi tocco le braccia da sola, solo per ricordare al mio corpo che esistiamo, che siamo reali.
Mi sento una mendicante.
Elemosino uno sguardo, un abbraccio che duri più di tre secondi.
Ma ricevo solo rispetto. Rispetto e distanza.
Mi chiamo Simona, e ho 38 anni.
Tutti pensano che io sia una donna fortunata con una famiglia da Mulino Bianco.
Nessuno sa che la sera, prima di entrare in quel letto, faccio un respiro profondo come se dovessi entrare in una cella frigorifera, sperando che sia la notte in cui lui si ricorderà che ho una pelle, e non
solo un ruolo.
(Fonte: Diario di un ipocondriaco)
Non ci sono scorciatoie che possono indicare il cammino, ognuno di noi deve fare questa strada da solo.
I libri sacri, i maestri, le religioni, possono aiutare, servono, ma come gli ascensori che ci portano su facendoci risparmiare le scale.
L'ultimo pezzo del cammino che conduce sul tetto dal quale si vede il mondo, quell'ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.
..
Non siate per tutti,
piuttosto siate quelle persone
che non piacciono a chiunque.
Siate per pochi,
perché quei pochi saranno per voi,
saranno buoni amici,
gli stessi che potranno sedersi con voi
al bancone di un bar
in silenzio a bere un drink,
dicendovi ugualmente tante cose.
Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.
Buongiorno 🌸🎀
Auguro a tutti buona giornata 🌸🎀🌸









