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ambradistelle più di un mese fa

Meno male che ci sono i filtri! Ahahahha

 

 

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ambradistelle più di un mese fa

Se noi SICILIANI parlassimo la nostra lingua senza vergognarci forse saremmo pure più rispettati perché la nostra non è un dialetto ma lingua riconosciuta dall' Unesco, lingua madre del popolo SICILIANO, perchè checché ne dicano noi siamo anche un popolo SICILIANO, la nostra SICILIANITÀ ce la siamo guadagnata nei secoli ,tanto che DIO ci creò divisi dal continente italico, quando noi avevamo la nostra lingua loro avevano i dialetti ,come ancora ce li hanno, noi avevamo re e regine e un regno loro avevano città-stato o città-repubbliche. Ora che in un programma con disprezzo una signora se la prende con un ragazzino di 18 anni, solo perchè è SICILIANO o perchè parla il SICILIANO , mah!! Non la conosco ma dal nome ne deduco che è pugliese, facendo parte del regno di SICILIA, una volta, dunque nostra concittadina. Ma l'offesa l'ha fatto a tutta la SICILIA, perchè NUNZIO è figlio della nostra SICILIA. Prenderei la signora per mano , la porterei nella mia SICILIA, in quelle zone non di turismo o città grandi, nooooooo!!! La porterei nell'entroterra SICILIANA nelle campagne dove ancora si parla il vero SICILIANO dove io forse farei fatica a capire tutte le parole, ma di una cosa sarei sicuro, parlano questa lingua da millenni, in aggiunta di qualche parola fenicia, latina, araba, normanna, sveva, aragonese, e in italiano volgare. Se queste culture che ho nominate sono rozze lo giudica la storia non una professoressa qualunque che studia dai libri concessi dallo stato di quello che insegna lui a modo suo.Poi la farei accomodare dentro la casa per farle vedere la gentilezza genuina e premurosa di questa gente con gli estranei, un caffe' un bicchiere d'acqua, un bibita fresca, magari uscendo un dolcetto SICILIANO e invitarla a mangiare con gentilezza ma fermezza anche, perchè l'ospite è sacro da noi e si deve sentire a suo agio, le farei toccare le mani di queste persone anziane e contadine, i calli, le vene gonfie, fuori dalla pelle quasi. Le facce scure bruciate dal quel sole che tanto viene apprezzato dai continentali e turisti, ma loro tanto hanno dato a questa patria matrigna.

L' accompagnerei al cimitero vecchio, gli farei vedere le foto di tanti giovani di 18 e 20 anni nella divisa militare del 1870, 1915, 1939, con le facce non di ragazzi ma di uomini consapevoli della loro sorte ,cioè combattere per un regno non loro e una patria che li cacciò dalla loro terra per andare a morire in terra straniera o terra della cosidetta patria. Sono centinaia in ogni cimitero SICILIANO tutti parlavano il SICILIANO che codesta signora disprezza come lei tantissimi altri. Hanno donato la vita per la sua famiglia e i suoi parenti di allora. La porterei sempre per mano nelle varie chiese dove sono seppelliti i vari giudici o personalità importanti della nostra isola. Ammazzati in nome di quella giustizia che loro volevano che funzionasse a costo della loro vita, martiri per il buon funzionamento della LEGGE con la lettera maiuscola. Sempre per mano la porterei a vedere i monumenti e palazzi e case dove è nata la lingua italiana dal SICILIANO che un certo DANTE la prosa ne lusingava, i sonetti, poemi e poesie del 1200 d.c. a venire, le farei vedere, per mano sempre, per non farla smarrire nella bellezza insulare, a vedere i nostri monumenti della magna Grecia, ai Romani, normanni, svevi, aragonesi, tutti con maestranze SICILIANE, bizantine, arabe, le farei vedere le biblioteche storiche della nostra storia, i libri e manoscritti antichi fino ai moderni. Poi per finire le farei visitare i nostri luoghi di turismo e spiagge, città e luoghi storici, credo che le potrebbe bastare per ricredersi di quello che ha detto a quel ragazzo SICILIANO di ADRANO città vicino LENTINI patria dei sonetti, ricca di storia con lingua madre SICILIANA, non serve scusarsi se poi nel cuore è sempre della stessa idea, tanto vale non parlare. Lo stesso Dante Alighieri, nel dodicesimo capitolo del primo libro del trattato del De vulgari eloquentia, ricorda il volgare siciliano come uno tra i più illustri volgari italiani del suo periodo:

«Il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e lì troviamo che molti maestri nativi dell'isola hanno cantato con solennità.»

Subito dopo, però, il poeta spiega che non sta scrivendo del volgare del popolo, ma degli intellettuali:

«Il volgare siciliano, a volerlo prendere come suona in bocca ai nativi dell'isola di estrazione media (ed è evidentemente da loro che bisogna ricavare il giudizio), non merita assolutamente l'onore di essere preferito agli altri, perché non si può pronunciarlo senza una certa lentezza… Se invece lo vogliamo assumere nella forma in cui sgorga dalle labbra dei siciliani più insigni… non differisce in nulla dal volgare più degno di lode.»

La citazione di Dante è senza dubbio la prova più evidente della fama che ottennero i poeti della Scuola siciliana presso i contemporanei.

In verità, Dante fu con tutta probabilità tradito dalla traduzione toscana delle poesie siciliane, avvenuta di poco posteriormente alla quasi totale distruzione degli archivi siculi per opera degli angioini durante le guerre del Vespro. Le poche originali copie di cui siamo oggi in possesso furono infatti oggetto di ritrovamento solo intorno al 1500.

Ora gli ricordo i nostri più famosi scrittori SICILIANI." Luigi Pirandello. Non dimentichiamo che è stato premio nobel per la letteratura. ...

Giuseppe Tomasi di Lampedusa. ...

Giovanni Verga. ... Pitrè...

Salvatore Quasimodo. ..premio .Nobel letteratura,

Leonardo Sciascia. ...Elio Vittorini. ...

Gesualdo Bufalino. ...Andrea Camilleri.

Solo alcuni dei centinaio e passa, se questa non è cultura.!!!!!!Non bisogna per forza saper parlare italiano odierno per essere un genio. Noi lo siamo con la nostra SICILIANITÀ.

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