Profilo BACHECA 4305
Ho sognato di dormire con Te. Non sorridere... dormire e basta... null’altro. Nessuna malizia. Ci ho sognato abbracciati, nemmeno a letto... su un divano. Così da stare più stretti, senza vie di fuga.
Tenevo la testa nell’incavo del tuo braccio, a massimo di aderenza ( un po’ per non cadere, un po’ perché i nostri corpi combaciassero il più possibile), e tu mi avvolgevi in un gesto di protezione che adoro al di là di ogni mia ostentata autonomia.
Nel sogno, avevamo tutt’e due gli occhi chiusi, arresi e distesi a un sonno non-vero perché io... beh... io “sentivo” tutto. Soprattutto sentivo Te e pensavo: “Finalmente abbracciati. Finalmente vicini!”. E sorridevo a occhi chiusi, felicemente emozionata. Il tuo profumo era il mio, in una vicinanza di corpo mai nemmeno sperata. Ero felice. È bello essere felici nei sogni, ti svegli anche felice di vivere, forse un po’ malinconica, ma tant’è...
Avrei voluto raccontarti il sogno. Non ci sono riuscita. M’imbarazzava la pochezza di contenuto, la delicatezza di un desiderio celato che - raccontato - si dichiarava a metà. Sarebbe stato come dirti: “Vorrei mi abbracciassi così! Lo vorrei tanto”. Stupide piccolezze da inguaribile romantica. Sai... mi viene più facile farti battute dai contenuti provocatori... leggerezze, insomma... Far ridere, a volte, è il modo migliore per mantenere le distanze. È meno pericoloso della verità di un sogno che svela debolezze o desideri di cuore. Spesso i sogni sono piccole cose, delicate sfumature di vita, incomprensibili ai più. Da me (dai miei sogni), forse, ti saresti aspettato rocamboleschi scenari a luci rosse... Invece qui le luci sono stelle e un divano e... Il prima e dopo di tutto.
Ah... è stato un bellissimo sogno... un peccato svegliarsi! Un peccato davvero.

Facciamo finta che io per te non ci sia più.
Facciamo che tu mi chiami e io non risponda. Non subito, almeno. O che mi mandi un messaggio, lo visualizzo, ma rispondo - forse, se mi va - il giorno dopo. Facciamo che non m’importi più di quello che fai, di dove sei, di come stai, dei tuoi problemi. Facciamo che mi passi la voglia di fare l’amore con te... anzi no... che tu mi dica “facciamo l’amore?!” e io risponda: “NO. Non mi va” o peggio “NO. Non mi va CON TE”. Facciamo che io non sia più comprensiva, attenta, presente, affettuosa, generosa... con te. Facciamo che provi a pensare a questo ipotetico angolo di “mondo al contrario” come possibile e a viverci dentro... Come si sta? Come si sta SENZA DI ME? Ecco... vorrei che tu non lo dimenticassi mai. Ogni tanto bisogna immaginarci SENZA per apprezzarci CON.









