La seconda luna
Portò la disperazione tra gli zingari
Qualcuno addirittura si amputò un dito
Andarono in banca a far qualche operazione
Ma che confusione
La maggior parte prese cani e figli
E corse alla stazione
La seconda luna
Portò la disperazione tra gli zingari
Qualcuno addirittura si amputò un dito
Andarono in banca a far qualche operazione
Ma che confusione
La maggior parte prese cani e figli
E corse alla stazione
La terza luna
Uscirono tutti per guardarla
Era così grande
Che più di uno pensò al Padre Eterno
Sospesero i giochi e si spensero le luci
Cominciò l'inferno
La gente corse a casa perché per quella notte
Ritornò l'inverno
La quarta luna
Era una fila di prigionieri
Che camminando
Seguivano le rotaie del treno
Avevano i piedi insanguinati
E le mani, e le mani, e le mani senza guanti
Ma non preoccupatevi
Il cielo è sereno
Oggi non ce ne sono più tanti
La quinta luna
Fece paura a tutti
Era la testa di un signore
Che con la morte vicino giocava a biliardino
Era grande ed elegante
Né giovane né vecchio
Forse malato
Sicuramente era malato
Perché perdeva sangue da un orecchio
La sesta luna
Era il cuore di un disgraziato
Che, maledetto il giorno che era nato
Ma rideva sempre
Da anni non vedeva le lenzuola
Con le mani, con le mani sporche di carbone
Toccava il sedere a una signora
E rideva e toccava
Sembrava lui il padrone
La settima luna
Era quella del luna-park
Lo scimmione si aggirava
Dalla giostra al bar
Mentre l'angelo di Dio bestemmiava
Facendo sforzi di petto
Grandi muscoli e poca carne
Povero angelo benedetto
Se c'è qualcosa che non ti va
Dillo alla luna
Può darsi che porti fortuna
Dirlo alla luna
Non voglio mica la luna
Chiedo soltanto di stare
Stare in disparte a sognare
Luna, ti ho vista dappertutto, anche in fondo al mare
Ma io lo so che, dopo un po', ti stanchi di girare
Restiamo insieme questa notte
Mi hai detto, "No" per troppe volte, Luna
Notte di note, note di notte
Tesa come pelle di tamburo