"Avvicinatevi all’orlo"
— Non possiamo. Abbiamo paura.. "Avvicinatevi all’orlo"
—Non possiamo. Cadremo giù.
"Avvicinatevi all’orlo"
E si avvicinarono.
E lui li spinse.
E volarono......
Apollinaire
"Avvicinatevi all’orlo"
— Non possiamo. Abbiamo paura.. "Avvicinatevi all’orlo"
—Non possiamo. Cadremo giù.
"Avvicinatevi all’orlo"
E si avvicinarono.
E lui li spinse.
E volarono......
Apollinaire
"Nonna, come si affronta il dolore?"
"Con le mani, tesoro.
Se lo fai con la mente il dolore invece di ammorbidirsi, s'indurisce ancora di più."
"Con le mani nonna?"
"Si. Le nostre mani sono le antenne della nostra anima.
Se le fai muovere cucendo, cucinando, dipingendo, suonando o sprofondandole nella terra invii segnali di cura alla parte più profonda di te.
E la tua anima si rasserena perché le stai dando attenzione.
Così non ha più bisogno di inviarti dolore per farsi notare."
"Davvero le mani sono così importanti?"
"Si, bambina mia.
Pensa ai neonati: loro iniziano a conoscere il mondo grazie al tocco delle loro manine.
Se guardi le mani dei vecchi ti parlano della loro vita più di qualsiasi altra parte del corpo.
Tutto ciò che è fatto a mano si dice che è fatto con il cuore.
Perché è davvero così: mani e cuore sono connessi. I massaggiatori lo sanno bene: quando toccano il corpo di un'altra persona con le loro mani creano una connessione profonda. E' proprio da questa connessione che arriva la guarigione.
Pensa agli innamorati: quando le loro mani si sfiorano fanno l'amore nel modo più sublime."
"Le mie mani nonna... da quanto tempo non le uso così!"
"Muovile tesoro mio, inizia a creare con loro e tutto dentro di te si muoverà.
Il dolore non passerà. M si trasformerà nel più bel capolavoro.
E non farà più male.
Perché sarai riuscita a ricamarne l'essenza."
Elena Bernabè
A quelli che si siedono nell’ultima fila per non essere osservati.
A chi quando gli fai un sorriso in ascensore abbassa lo sguardo e arrossisce.
A chi rimane digiuno ai buffet.
A quelli che non dicono niente quando qualcuno taglia la coda e passa avanti.
A quelli che si scusano anche quando non dovrebbero.
A chi è educato anche a costo di sembrare scemo.
A chi ha un’intelligenza arguta e sa riconoscere quando è il momento di non arrivare primo.
A tutti quelli che nella vita si sono persi un’occasione importante, perché un prepotente gliel’ha portata via.
A chi ha la risposta giusta e non alza la mano.
A quelli che ancora credono alla lealtà, a costo di essere sconfitti.
E niente.
Io vi vedo.
E siete proprio belli.
(Roberto Pellico)
Vorrei dirti le più profonde parole d’amore,
ma non oso, per timore che tu rida.
Ecco perché mi burlo di me stesso e del mio segreto.
Derido il mio dolore per paura che tu faccia lo stesso.
Vorrei dirti le parole più vere,
ma non oso, per paura che tu rida.
Ecco perché mento, dicendo il contrario
di quello che penso.
Rendo assurdo il mio dolore per paura che tu
faccia lo stesso.
Vorrei usare le parole più preziose
che ho riservato per te, ma non ne ho il coraggio;
temo che non si comprenda il loro valore.
Ecco perché ti parlo con durezza,
e vanto la mia forza brutale.
Ti faccio del male per paura che tu
non conosca mai cosa sia il soffrire.
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio:
temo che il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente
e nascondo il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore
per paura che tu faccia lo stesso.
Rabindranath Tagore
Non ti chiederò di amarmi come vorrei, perché non sono io a decidere per te, perché se te lo chiedessi sarei patetica, perché se non mi ami adesso, come vorrei, allora non mi amerai mai.
Non ti chiederò di prendermi la mano quando ho paura, o di abbracciarmi quando sento freddo e il cielo è nero. Perché deve partire dal tuo cuore la voglia di abbracciarmi, di prendermi la mano, di dirmi che comunque, sì, il cielo è nero, ma è lo stesso per entrambi. E quando inizia a piovere, se ci prendiamo per mano, il cielo nero si trasforma nella cosa più romantica dell’universo.
Non ti chiederò mai di smetterla di rendermi insicura e di farmi soffrire, perché se per te non sono così speciale, se non sono né unica né l’unica, allora che senso ha baciarci, sognarci, fare l’amore? E non ti chiederò nemmeno di capire che a volte sono solo insicura, e che ho bisogno di essere tranquillizzata, e che tu mi dica che ami solo me, che tutto il resto viene dopo, che non mi lascerai mai.
E che sarà per sempre. Perché sarà per sempre solo se non avrò bisogno di chiederti niente...
Dal libro adesso lo sai
di Roberto Emanuelli
Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze.
Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell’emozione.
È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l’anima.
Pessoa
Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste.
E che non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi; qualcosa le lega a noi in modo indissolubile.
Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati.
Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno.
Ho imparato che è possibile amare due persone contemporaneamente.
A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.
Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto, molto di più.
Ho imparato che l’amore non sa né leggere né scrivere.
Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile.
Perché, in fondo, non esiste mai un motivo per cui ti innamori.
Succede e basta.
È un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia.
E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile.
Ferzan Ozpetek - Rosso Istanbul