Profilo BACHECA 542
Guarda te lo dico com il cuore
Sono come il fiammifero una volta che mi freghi mi freghi solo una volta perché poi mi accendo
Ed è meglio che stia brava sulle tue
cerca di capire
È neglio
“Tranquilla, nessuno vuole farti tornare. Hai già dato abbastanza spettacolo.”
“A forza di chiudere capitoli, finirai un libro che nessuno ha voglia di leggere.”
“Essere sempre uguali non è coerenza, è solo non aver imparato niente.”
“Non serve cambiare versione se la storia non interessa più a nessuno.”
“Giusto, resta pure dov’è la tua ‘coerenza’. Io preferisco l’evoluzione alla recita.”
“Non torno dove ho già capito tutto, neanch’io. E con te ho capito fin troppo.”
“I capitoli si chiudono da soli, sì… ma a volte è l’autore a stancare prima del finale.”
“Lascia pure gli applausi, ma ricorda: senza pubblico non resta molto da dire.”
“Bella filosofia: peccato che la pratica non le somigli nemmeno lontanamente.”
“Le frasi profonde non bastano a mascherare la confusione.”
“Non serve fingere coerenza quando l’unica costante è l’incoerenza.”
Hai trovato la tua libertà? Bene, tienitela stretta, perché è l’unica cosa che ti resta.
Parli di ferite come se fossi l’unica a conoscere il dolore, ma in realtà ti sei sempre nascosta dietro le tue parole per non guardarti davvero.
Io non ho scelto di ferire: ho scelto di essere sincero, e forse è proprio la verità che ti ha fatto male.
Tu mi hai lasciato nel passato? Perfetto, ma ricordati che il passato non dimentica — e quando cercherai un po’ di quella sincerità che ti spaventava, capirai che non tutti i silenzi sono pace.
Tu dici di essere stanca. Io, invece, sono finalmente lucido. E la lucidità, credimi, è molto più tagliente della tua finta libertà
> “Bloccare è facile, dici. In realtà, è stato il momento più semplice di tutta questa storia. Non perché non fossi speciale, ma perché a un certo punto anche la nostalgia smette di valere la pena.
Non devo trovare un’altra come te — non ne voglio un’altra come te. Le copie delle delusioni non mi interessano.
Tu pensi di essere stata un ‘unico rimpianto’, ma alla fine sei solo un capitolo che ho imparato a non rileggere. E sai qual è la parte più ironica? Che mentre tu parli di ciò che ho perso, io mi sto accorgendo di tutto quello che ho ritrovato da quando non ci sei più: pace, dignità, e un silenzio che vale più di mille tuoi messaggi.
Bloccare forse è facile. Ma dimenticare te, alla fine, lo è stato ancora di più.”
> “Bloccare è facile, dici. In realtà, è stato il momento più semplice di tutta questa storia. Non perché non fossi speciale, ma perché a un certo punto anche la nostalgia smette di valere la pena.
Non devo trovare un’altra come te — non ne voglio un’altra come te. Le copie delle delusioni non mi interessano.
Tu pensi di essere stata un ‘unico rimpianto’, ma alla fine sei solo un capitolo che ho imparato a non rileggere. E sai qual è la parte più ironica? Che mentre tu parli di ciò che ho perso, io mi sto accorgendo di tutto quello che ho ritrovato da quando non ci sei più: pace, dignità, e un silenzio che vale più di mille tuoi messaggi.
Bloccare forse è facile. Ma dimenticare te, alla fine, lo è stato ancora di più.”
“Cammini da sola, dici. Ma nessuno cammina davvero da solo.
Anche chi nega il bisogno degli altri, in fondo cerca uno sguardo che lo confermi.
Non è il pubblico che spaventa — è la solitudine che travesti da forza.
Chi parla di specchi forse ne conosce il peso, non la fuga.
Guardarsi non basta, se non si impara a vedere oltre il proprio riflesso.
Il vento cambia, sì — e a volte scegliere la direzione non è libertà, ma paura di lasciarsi portare.”
Queste righe ci tengo a precisare non sono scritte per mirare su una persona e non per dover ferire nessuno ma per far capire che qui dentro in quedto social esistono persone che hanno queste problematiche
Ci sono persone che vivono in un continuo altalenare di emozioni, come se dentro di loro convivessero più voci in disaccordo. Un giorno amano, il giorno dopo si chiudono; oggi cercano vicinanza, domani hanno bisogno di distanza. Non è cattiveria, né superficialità: è il risultato di un’anima inquieta, di un cuore che non riesce a trovare pace nemmeno con sé stesso.
Chi non sa cosa vuole dalla vita, spesso non lo sa perché sente tutto troppo intensamente. Si lascia trascinare dal momento, dalle paure, dalle aspettative e dai ricordi. Vive nel contrasto tra il desiderio di essere capita e la paura di mostrarsi davvero.
Ma questo continuo cambiare può ferire chi le sta intorno — amici, partner, familiari — perché diventa difficile capire dove finisce la verità e dove comincia la confusione. A volte queste persone non si rendono conto di quanto instabile appaia il loro affetto, quanto pesi la loro indecisione.
In fondo, ciò che serve non è giudizio, ma consapevolezza: capire che l’incostanza non è un destino, ma una ferita da guarire. Finché non si impara ad accettarsi e a conoscersi davvero, ogni legame sarà uno specchio di quella stessa instabilità.
Ti piace manovrare gli altri perché da sola non reggi il confronto.
Ma sappi che chi si serve degli altri per colpire, prima o poi si colpisce da solo.
Ti nascondi dietro gli altri per arrivare a me, ma da lì dentro non arrivi lontano.
La forza non si misura in quante persone metti in mezzo, ma in quanta verità riesci a dire guardando negli occhi.
mi sarei aspettato di tutto ma ad andare a coinvolgere persone che non c'entrano niente e poi con un tono di maleducazione
Guardati allo specchio e rifletti
Non riesci a tenere la costanza di essere sempre una unica persona
come cambia il vento
Tu fai lo stesso
Al mattino una persona la sera in un altra veste un continuo altenarsi di personalità
