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Anakarenina76

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Anakarenina76 28 aprile

Già.....
Arriva un giorno in cui non senti più il bisogno di dimostrare nulla a nessuno. Non perché hai rinunciato, ma perché sei cresciuto."
Cresci… e ti stanchi.
Ti stanchi di spiegare, di giustificarti, di rimpicciolirti per entrare nella vita degli altri.
Ti stanchi di aspettare messaggi che non arrivano, scuse che non arrivano, persone che non sanno amare.
La verità è semplice:
Non tutti ti capiranno.
Non tutti resteranno.
Non tutti ti tratteranno come meriti.
Ma non devono farlo.
Perché arriva un momento in cui scegli la pace.
Scegli il silenzio al posto della reazione.
Smetti di abbassarti per entrare nelle tempeste degli altri.
Perché a volte, la risposta più matura è il silenzio.
La mossa più forte è andarsene.
E il più grande atto di amore verso sé stessi è smettere di mettersi all’ultimo posto.
Non è egoismo — è guarigione.
È il coraggio di scegliere te stesso.
Di ricostruire la tua anima senza il bisogno dell’approvazione di nessuno.
Di andare avanti — anche da solo — ma con dignità.
E quando lo fai…
la vita inizia a rimettersi in ordine.
Perché le persone giuste non chiedono spiegazioni.
Ti vedono.
Ti sentono.
Ti rispettano — senza che tu debba mendicarlo».
- Morgan Freeman

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Anakarenina76 28 aprile

Trombamica....LIBERTÀ!?
Quello che mi lascia basita , tante persone che per paura di vivere sentimenti veri, di mettere in campo la propria vulnerabilità e se stessi, parlano di libertà affiancata ai termini “trombamico” o “scopamicizia”, che tutto sono fuorché libertà proprio perché nascono da un patto di confine, da paletti preconfezionati, dove l’incontro con l’altro deve essere solo corporeo, senza n cui ci si vive come oggetti. Perché come dice giustamente lei si vive la sanità nella vita, senza frammentazione e senza scadere nel patologico, solo quando si comprende in sé il concetto di libertà nell’amore, concetto che chi scrive che nutre il corpo col sesso, con o senza benefit e dice che va bene così, non potrà mai comprendere. 
Questo suo post ha un valore altissimo che in realtà la minoranza delle persone può realmente comprendere perché confonde l’amore con il possesso, l’amore con la monotonia del concetto di matrimonio a cui ci si deve adattare, l’amore con l’abitudine… e via dicendo. E allora scindono. “Scopano”. Usano il proprio e l’altrui corpo per un momentino di piacere effimero fino alla prossima “trombata”, alla prossima prestazione fisica con quella o un’altra “amica” o “amico”. 
E il sentimento muore, si seppellisce nel profondo a doppia mandata per paura di scadere in un rapporto di controllo e/o dipendenza, giustificando che così va bene perché non si rischia di soffrire, che non c’è impegno, che non lo si vuole perché meglio single o con diversi rapporti “leggeri” che permettono di non affezionarsi realmente a nessuno. Tutto funzionale a un concetto di rapporto fugace edonistico e nulla altro. E poi ciao, senza preoccuparsi se l’altro è vivo o morto fino al prossimo momentino di godimento fisico, con nel mezzo altre relazioni leggere, matrimoni di facciata, compagni/compagne con cui si recita per comfort zone casalinga, e via di seguito, in un mondo dove trionfa quasi ovunque il programma del “facciamo finta che”. 
È questo il concetto di rapporto liquido dei “non amati”. 
Di uomini e donne che pur di non guardarsi dentro, pur di non fare un bilancio sulla loro condizione emotiva, pur di non far vivere la loro anima, pur di non rischiare di essere abbandonati, pur di non avere responsabilità, si accontentano di vivere il sesso per il solo
divertimento e godimento fisico, la maggioranza senza aver mai saputo cosa sia amare un’altra persona, fare sesso insieme con amore, provando amore l’uno per l’altro, con l’anima incarnata nel corpo senza dividere le due cose come se fosse “normale”. Perché, e va detto, normale non è. 
Siamo corpo e anima. 
E quando a vivere è solo uno dei due inevitabilmente si crea una forzata frammentazione, conscia o inconscia. 
E i risultati di questa modalità in cui pochissimi sanno che la vera libertà viene proprio dal saper amare, e cosa sia un vero rapporto tra un uomo e una donna, si vedono bene in giro. 
Le cose vanno chiamate col loro nome. Non vanno giustificate per non essere capaci di dirsi incapaci di capire cosa sia l’amore. 
E sinceramente, posso dirlo, quanta tristezza e quante vite spese a metà, tra ipocrisia e nessun impegno, vedo in giro. E tutti alla fine soli. Tutti a correre da estetiste e lampade per la prestazione del momentino e poi a farsi fare compagnia dal cane, dal gatto o peggio dai social, magari facendosi una “s…a” davanti al cellulare perché nessuna trombamica in quel momento è disponibile. 
Chi ha vissuto la bellezza dell’amore, e per qualche motivo lo ha perduto, per un lutto, per incapacità, per altri motivi, ed ha lavorato sul senso della vita e sulla bellezza dei rapporti umani, non può scindere il coinvolgimento emotivo dal corpo. 
Non potrà mai vivere rapporti da scopamicizia, dove c’è solo la prestazione e l’uso del corpo per tappare un bisogno fisico vivendo con l’anima e i sentimenti nel freezer. 

Sinceramente, che tristezza infinita leggere certi commenti. 
Non stupiamoci di come sta girando il mondo, dell’ignoranza (nel senso di coloro che ignorano, non sanno, non vogliono sapere) e della inconsapevolezza che predomina le vite umane. 
Povero, povero Amore!

CIT

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Anakarenina76 più di un mese fa

Non rispondo a certi messaggi perché non ho competenze psichiatriche.
 
(We’re all mad here.)

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